“... nous sommes fondés à considérer Socrate comme notre maître et à faire de lui notre symbole...”
Umberto Campagnolo
Umberto Campagnolo, Ginevra, ca. 1958-1960. Foto: Paul Boissonnas / Archivi storici dell’Unione europea (HAEU), SEC-340_01 · nitidezza migliorata con AI
“La Società Europea di Cultura è spesso definita come un tentativo di tener vivo il dialogo minacciato dagli antagonismi che dividono sempre più profondamente l’Europa e il mondo. Secondo noi, questa interpretazione […] è assolutamente valida, purché il dialogo venga concepito […] come il processo spirituale che scaturisce dall’incontro di due idee diverse che tendono a una comune verità.” (Umberto Campagnolo, 1952)
Umberto Campagnolo nasce ad Este, in provincia di Padova, il 25 marzo. Suo padre, Matteo, è maresciallo dei Carabinieri in pensione, sua madre, Elvira Vascon, è figlia di un piccolo commerciante e proprietario terriero.
UC abbandona gli studi da contabile, iniziati su insistenza del padre, per aiutare la famiglia, lavorando presso il Comune di Este. Viene messo a capo del reparto razionamento alimentare.
Riprende gli studi e consegue rapidamente il diploma di ragioniere.
Violenze squadriste nell’Estense. UC ne è fra le vittime. Sin da allora antifascista.
Mentre si occupa di contabilità e offre consulenze specialistiche, studia latino, greco, lingue e storia, soprattutto di notte, fino a compromettere la propria vista e salute.
Dopo essersi preparato da solo, sostiene gli esami di maturità come privatista, e si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Padova. Segue, tra gli altri, i corsi di Manara Valgimigli, Concetto Marchesi e Cesare Musatti.
Nell'ottobre del 1931 consegue il dottorato in filosofia con il massimo dei voti e la lode. La tesi, intitolata Gnôthi seautón («Conosci te stesso», relatore Erminio Troilo), si colloca con ardita originalità tra l'autoanalisi e ciò che si potrebbe definire come antropologia filosofica.
Svolge supplenze annuali presso il liceo Tito Livio di Padova. I suoi allievi, tra cui Giulio Andreotti e Luigi Gui (1914-2010), gli conserveranno sempre massima stima e riconoscenza.
L'iscrizione al Partito Nazionale Fascista diventa obbligatoria per il corpo docente. UC, antifascista della prima ora, si rifiuta di iscriversi al Partito e decide di lasciare l'Italia.
Nel dicembre dello stesso anno giunge a Ginevra, città che sceglie per la sua storia di repubblica indipendente, non essendovi altrimenti legato.
Grazie ad una borsa di studio di “The Rockefeller Foundation” e dando lezioni private, soprattutto di latino, UC prosegue gli studi all’Institut de hautes études internationales, fondato da William Rappard e all’Académie de droit international dell’Aia (Paesi Bassi).
Consegue con il massimo dei voti e la lode il dottorato in diritto internazionale, sostenendo una tesi intitolata Nations et Droit, scritta sotto la direzione di Hans Kelsen, un maestro di cui non condivide le posizioni sul piano scientifico. I suoi appunti e le sue riflessioni dell'epoca sono apparsi nel volume postumo: U. Campagnolo, Conversazioni con Hans Kelsen. Documenti dell’esilio ginevrino 1933-1940, a cura di Mario G. Losano, Milano, Giuffrè Editore, 2010.
Pubblicazione di Nations et Droits, Parigi, Félix Alcan. Poco dopo, l'opera viene soppressa dalle forze di occupazione (traduzione italiana parziale in H. Kelsen - U. Campagnolo, Diritto internazionale e Stato sovrano. Con un inedito di Hans Kelsen e un saggio di Norberto Bobbio, a cura di Mario G. Losano, Milano, Giuffrè Editore, 1999; rendiconto critico di Jean Lacroix, in Esprit. Revue internationale VIII/86 [Novembre 1939], pp. 92-97).
Libero docente di Filosofia del diritto, Università di Ginevra (privat-docent).
UC torna in Italia dopo l’entrata in guerra del suo paese. Presso la Olivetti, a Ivrea, inizialmente incaricato dell'ufficio relazioni pubbliche, allestisce la biblioteca di fabbrica e contribuisce agli inizi dell’attività editoriale della Olivetti (Edizioni di «Comunità»).
Dopo l'armistizio dell’8 settembre, l’allora rettore dell'Università di Padova, Concetto Marchesi, invita UC ad insegnare Storia delle dottrine politiche alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova (negli anni '60 UC avrebbe chiesto di cambiare il titolo del suo corso in Filosofia della politica).
Lo stesso anno, UC scrive una proposta di costituzione per un’Europa unita, rimasta inedita, ma pubblicata postuma nel 2003: U. Campagnolo, Verso una costituzione federale per l’Europa. Una proposta inedita del 1943, a cura di Mario G. Losano, Milano, Giuffrè Editore, 2003.
UC sviluppa ulteriormente la risposta federalista ai problemi dell'Europa.
Dopo la Liberazione, UC viene nominato Commissario dell'ISPI (Istituto di Studi Politici Internazionali) di Milano dal Comitato Nazionale di Liberazione e dal Governo Militare Alleato. Lasciò questo incarico intorno al 1950, pur continuando a insegnare presso l'Istituto per diverso tempo.
In giugno dello stesso anno, UC pubblica un manifesto per un'Europa federalista (Repubblica Federale Europea. Unificazione giuridica dell'Europa, Milano, Europa Unita, 1945), scritto prima della fine della guerra. Il volume esce parallelamente a Berna in traduzione tedesca. Il testo italiano viene ripubblicato nella «Collana diretta da Carlo Mongardini e Lorella Cedroni I PROBLEMI DELLA DEMOCRAZIA»: U. Campagnolo, Repubblica Federale Europea. Unificazione giuridica dell’Europa, Introduzione di Lorella Cedroni, Rubbettino Editore, 2004.
Iscritto all’albo come pubblicista, scrive saltuariamente per i giornali, in particolare nel Corriere d’informazione (Corriere della Sera).
Eletto Segretario Generale del Movimento Federalista Europeo, UC mantiene l’incarico fino alla fine del 1947, quando la sua linea, che sosteneva la necessità di realizzare un'Europa unita dei popoli, non degli Stati, e che privilegiava gli aspetti politici rispetto a quelli economici, viene messa in minoranza dalla linea «spinelliana». Rimane nel movimento per un certo periodo alla guida del gruppo minoritario, prima di abbandonarlo definitivamente nel 1948, seguito, ad esempio, dal poeta veneziano Diego Valeri.
In occasione delle prime Rencontres internationales di Ginevra sullo «spirito europeo», lancia l'idea di fondare una Società Europea di Cultura.
Incaricato di Storia della filosofia all’Università di Ca’ Foscari.
Con il sostegno di un comitato promotore, UC fonda a Venezia la Società Europea di Cultura (SEC), diventandone segretario generale.
Dall’anno della fondazione in poi, la sua attività rimane strettamente legata a quella della SEC, e pertanto ci limiteremo a citare solo alcune date, rimandando il lettore a «Comprendre», la rivista della Società. Allo stesso modo, per la maggior parte degli scritti di UC, che costituiscono una ricca bibliografia, rimandiamo a «Comprendre».
UC sposa Michelle Bouvier. La coppia avrà due figli: Matteo e Cosima.
A Venezia, la Società organizza il primo incontro tra intellettuali provenienti dall'Est e dall'Ovest.
Il 14 agosto dello stesso anno, UC viene nominato cavaliere della Légion d’honneur.
A Roma, la SEC tiene il suo primo incontro con intellettuali provenienti dall'Africa.
UC lancia un progetto per un «manifesto culturalista», che segna il passaggio della SEC da una dimensione europea a una mondiale.
UC lancia il progetto per un'Associazione Mondiale della Cultura, che, per vari motivi non vedrà la luce ma che, esprimendo l’idea di creare una rete di associazioni animate da obiettivi consimili, costituisce una notevole intuizione degli sviluppi che si avranno nei decenni successivi.
Pubblicazione del volume: U. Campagnolo, Petit Dictionnaire pour une politique de la culture, Neuchâtel, Editions de la Baconnière. La scelta dei passi, estratti dalla rivista «Comprendre», è curata da Jean Morand, il più fine interprete del pensiero filosofico dell’autore e suo affezionatissimo amico.
Pubblicazione di U. Campagnolo, La plus grande révolution. Une paix qui n’a pas pour alternative la guerre, Neuchâtel, Editions de la Baconnière, 1971. Nello stesso anno, in settembre, durante l’assemblea generale della SEC, tenutasi a Roma, UC viene nominato Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, motu proprio del Presidente della Repubblica Italiana.
UC si ritira dall'insegnamento presso le Università di Padova (vedi sopra) e Venezia, dove per molti anni ha insegnato Storia della filosofia alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere.
Il 6 ottobre, a Varsavia, UC viene decorato per meriti culturali dalla Repubblica di Polonia (ordre du mérite culturel, Ministero della Cultura e delle Arti).
UC muore a Venezia il 25 settembre, dopo una lunga e dolorosa malattia, che tuttavia non riuscì mai, fino alla fine, ad interrompere la sua attività.
Medaglia al merito di Lenin per la pace (U.R.S.S.), medaglia d’argento dell’Accademia di Francia, socio onorario dell’Ateneo Veneto (Venezia), socio onorario del Gabinetto di Lettura (Este).
A cura di Cosima e Matteo Campagnolo


A cura di Matteo Campagnolo.
3 bollettini editoriali
Direttore: Umberto Campagnolo (1950-1976); Norberto Bobbio (1976-1988);
Giuseppe Galasso (1988-2012); Lorenzo Franchini (2025- )
Inventario dell’Archivio (1950-2005), a cura di Michelle Campagnolo Bouvier, Monica Del Rio, Silvia Miscellaneo, Venezia, Société Européenne de Culture, 2012
(spoglio parziale, in parte costituto da estratti, vedi di seguito)