STORIA

Storia.

Le origini e la storia della Société Européenne de Culture, dalla fondazione a Venezia nel 1950 a oggi.

Storia

La Société Européenne de Culture (SEC) fu promossa dal filosofo del diritto e filosofo della politica Umberto Campagnolo (1904-1976) e fondata a Venezia nel 1950. Umberto Campagnolo aveva presentato per la prima volta l'idea di un’organizzazione europea capace di riunire personalità della cultura durante le Rencontres Internationales de Genève nel settembre 1946. Era sua convinzione che le forze della cultura dovessero assumere la responsabilità che era loro propria di fronte alle profonde divisioni politiche e anche culturali emerse in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, con un impegno di carattere etico.

Negli anni successivi si dedicò a raccogliere adesioni al progetto e a creare le condizioni materiali necessarie alla sua realizzazione, che furono garantite da Giovanni Ponti, “sindaco della Liberazione” e allora Commissario straordinario della Biennale di Venezia. Fu costituito un Comitato promotore internazionale, che lavorò per ottenere un consistente numero di adesioni in una delle fasi più acute della Guerra fredda.

L'Assemblea costitutiva della SEC si svolse a Venezia dal 28 maggio al 1° giugno 1950 e il 1° giugno approvò lo Statuto della Società. Quasi 300 artisti, filosofi, scrittori e altre personalità della cultura parteciparono alla nascita della nuova associazione internazionale. La SEC fu concepita non soltanto come un luogo di scambio culturale, ma come un'associazione impegnata nell'affermazione della responsabilità politica e civile della cultura, indipendente da qualunque controllo politico e statale. Il suo obiettivo fondativo era affermare la necessità di una politica della cultura, che Campagnolo distingueva dalla “politica culturale”, cioè dalla pianificazione culturale da parte degli uomini politici. Per politica della cultura intendeva l’azione degli uomini di cultura1 per la difesa delle condizioni d’esistenza e di sviluppo della cultura stessa, e quindi presuppone l’apertura la più larga possibile alle diverse posizioni filosofiche e ideologiche, perché si tratta di un’azione politica che si fonda su ciò che unisce gli uomini di cultura - come li definiva Campagnolo, distinguendoli da quelli che vengono generalmente definiti “intellettuali” - non su ciò che li divide.

L’ «uomo di cultura» era dunque colui che si impegnava a promuovere lo sviluppo autonomo della cultura, indipendentemente dalla propria professione. Tali figure si distinguevano sia dagli eruditi, per i quali la cultura aveva valore unicamente in quanto bene da possedere, sia da coloro che svolgevano una funzione intellettuale, vale a dire da quanti consideravano la cultura un’attività pratica. Ci si attendeva che gli uomini di cultura affrontassero le questioni politiche, intervenendo al contempo sulle condizioni stesse che determinavano l’attività intellettuale, senza per questo trasformarsi in politici di professione. La Società Europea della Cultura, in quanto organizzazione che riuniva precisamente «uomini di cultura», anziché intellettuali, non si interessava ai contenuti della cultura, bensì alle forme del suo sviluppo»2

Come conseguenza di ciò, la Società europea di cultura puntava a rafforzare i valori della civiltà, promuovere il dialogo, e contribuire alla creazione delle condizioni per una pace vera, come è esplicitato dalle finalità enunciate nello statuto votato dall’Assemblea costitutiva:

« La Società Europea di Cultura ha per scopo immediato di unire degli uomini di cultura, mediante vincoli di solidarietà e di amicizia.

Questi, consapevoli di dover agire in pieno accordo per salvaguardare e migliorare le condizioni necessarie nella crisi attuale dell’Europa, le condizioni necessarie all’affermazione della cultura, che è la ragion d’essere della nostra civiltà, intendendo contribuire per tale mezzo, alla soluzione del problema europeo»3

Il simbolo ufficiale della Società europea di cultura creato da Umberto Campagnolo nel 1976

Il simbolo ufficiale della Società Europea di Cultura, creato da Umberto Campagnolo nel 1976
Le iniziali del motto ἀνθρώπoυ πoλιτεία/ γνῶθι σεαυτóν (letteralmente: «la buona condotta dell’uomo/conosci te stesso») evocano i punti cardinali dell’associazione, condensati nella vocazione al dialogo («τò διαλεκτικóν»)4

La cultura come strumento di dialogo

Per Umberto Campagnolo, la cultura offriva uno spazio nel quale persone portatrici di convinzioni politiche profondamente diverse potessero incontrarsi, confrontarsi e lavorare insieme sulla base di valori comuni.

Questa convinzione assunse un'importanza particolare durante la Guerra fredda, quando i rapporti tra uomini di cultura e artisti dell'Europa orientale e occidentale erano spesso estremamente difficili.

La SEC creò occasioni di incontro tra uomini di cultura appartenenti a differenti tradizioni politiche e ideologiche, favorendo il confronto e la discussione. L'associazione divenne così uno strumento per superare le divisioni politiche e favorire il dialogo tra diverse concezioni della società, della cultura e della democrazia e offrì spazi di riflessione comune in un'epoca in cui l'Europa era divisa dalla cosiddetta Cortina di ferro.

Tra le personalità associate alla fondazione e ai primi anni di attività della SEC figuravano alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura europea, tra cui Theodor Adorno, Julien Benda, Norberto Bobbio, Albert Camus, Benedetto Croce, André Gide, J. B. S. Haldane, Carl Jung, Thomas Mann, Henri Matisse, François Mauriac, Maurice Merleau-Ponty, Jean-Paul Sartre, Giuseppe Ungaretti e Albert Schweitzer.

Negli anni successivi, la SEC sviluppò inoltre importanti rapporti con rappresentanti della cultura e artisti dell'Europa centrale e orientale, tra cui Bertolt Brecht, Ernst Bloch, Ilya Ehrenburg e Georg Lukács. In Francia, importanti personalità della cultura come Jean Lacroix, Paul Ricœur, François Perroux, André Breton, Marc Chagall e Louis Jouvet, tra gli altri, parteciparono alle attività dell'associazione.

Nel 1960 Umberto Campagnolo fu candidato al Premio Nobel per la Pace, a riconoscimento del contributo della Società Europea di Cultura (SEC) alla costruzione della concordia tra i popoli.

Tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta, sotto la guida del fondatore e segretario generale Campagnolo, la SEC consolidò la propria presenza nel panorama culturale internazionale, facendo della cultura uno strumento di dialogo, comprensione reciproca e cooperazione.

In un’epoca segnata dalla contrapposizione ideologica e politica, la SEC mantenne aperto il confronto tra personalità di cultura di Paesi e sistemi diversi. La rete dei centri nazionali, attiva in diversi Paesi, rafforzò questa vocazione internazionale, creando luoghi di incontro e relazioni tra studiosi, scrittori, artisti e protagonisti della cultura europea.

Assemblee generali, convegni, incontri internazionali e lavori degli organi della Società offrirono uno spazio permanente di discussione sui grandi temi del tempo, dando concretezza al principio della “politica della cultura” inscritto nei documenti fondativi della SEC.

Particolare importanza ebbe il dialogo tra Europa occidentale e orientale. La SEC cercò di mantenere aperti i rapporti con personalità di cultura dell’Europa centro-orientale e dell’Unione Sovietica, nella convinzione che la cultura potesse creare uno spazio di incontro anche oltre le divisioni politiche e ideologiche: non per cancellare le differenze, ma per affrontarle attraverso il confronto, la conoscenza reciproca e la ricerca di un comune orizzonte umanistico.

In questa prospettiva, particolarmente significativo fu il ruolo svolto dalla rivista Comprendre, fondata insieme alla SEC e diretta da Umberto Campagnolo fino alla sua morte nel 1976. La rivista rappresentò uno dei principali strumenti attraverso cui la Società elaborò e diffuse la propria concezione della "politica della cultura". Attraverso saggi, interventi e documenti, Comprendre affrontò le grandi questioni del tempo: le relazioni internazionali, la pace, la libertà della cultura, il rapporto tra cultura e politica, la responsabilità degli uomini di cultura, il confronto tra sistemi politici e culturali diversi e le trasformazioni della società contemporanea.

La SEC intensificò la riflessione sui rapporti tra cultura, politica e società. Le trasformazioni del mondo contemporaneo, la competizione tra i blocchi, le tensioni internazionali e il crescente ruolo della scienza e della tecnologia ponevano nuovi interrogativi sul ruolo degli uomini di cultura. La Società cercò di affrontare tali questioni attraverso una prospettiva interdisciplinare.

Un momento particolarmente significativo fu rappresentato dalla riunione del Consiglio esecutivo della SEC tenutosi a Leningrado nel 1968. In un anno segnato dalla Primavera di Praga e da profonde tensioni internazionali, l'incontro testimoniò la volontà della Società di mantenere vivo il confronto culturale anche in una fase di forte contrapposizione politica internazionale. La presenza di esponenti provenienti da undici Paesi e contesti culturali diversi, senza pregiudiziali (poté parteciparvi perfino un membro della Spagna franchista di allora) rappresentò concretamente l'idea, sostenuta da Campagnolo, secondo cui il dialogo tra gli uomini di cultura dovesse continuare anche nei momenti di maggiore difficoltà.

Oltre al dialogo internazionale, la SEC dedicò crescente attenzione ai temi della pace, della responsabilità delle personalità di cultura e della libertà della cultura. La cultura veniva concepita non tanto come patrimonio di conoscenze, ma come la libertà creativa dello spirito umano. In questa prospettiva, la "politica della cultura" elaborata dalla SEC mirava a promuovere una partecipazione consapevole degli uomini ai grandi problemi del loro tempo, senza trasformare la Società in un'associazione politica.

Durante questo periodo si consolidò anche il rapporto della SEC con le istituzioni italiane e internazionali. Il crescente riconoscimento della Società e il sostegno ricevuto dalle istituzioni contribuirono a rafforzarne la struttura e a garantirne la continuità delle attività. Al tempo stesso, la SEC mantenne sempre la sua autonomia, fondata sul confronto tra posizioni diverse e sulla libertà della discussione e fondamento della propria credibilità.

Negli anni Settanta, mentre il quadro internazionale attraversava nuove trasformazioni, la SEC continuò a interrogarsi sul ruolo della cultura e degli uomini di cultura nella società contemporanea. La distensione internazionale non eliminava le divisioni ideologiche e politiche, ma apriva nuove possibilità di dialogo. La Società proseguì quindi nella sua attività di incontri, assemblee, dibattiti e pubblicazioni, mantenendo centrale l'obiettivo di favorire la comprensione reciproca tra culture e Paesi diversi.

Gli ultimi anni di Umberto Campagnolo, Segretario generale e direttore di Comprendre, furono dunque caratterizzati dalla continuità di questa impostazione e, al tempo stesso, dalla necessità di confrontarsi con un mondo profondamente mutato rispetto a quello del secondo dopoguerra. La SEC aveva ormai consolidato una propria identità internazionale e una rete di relazioni che le consentivano di continuare a svolgere la funzione di luogo di incontro tra modi diversi di concepire il ruolo della cultura.

Con la morte di Umberto Campagnolo nel 1976 si concluse la lunga fase fondativa della Società. Per quasi trent'anni egli aveva contribuito a definire non soltanto la struttura della SEC, ma soprattutto la sua identità e la sua concezione della cultura come strumento di dialogo e di responsabilità civile. L'eredità di questa impostazione avrebbe continuato a orientare l'attività della Società negli anni successivi, anche di fronte alle profonde trasformazioni del contesto europeo e internazionale.

Gli anni Ottanta: una fase di trasformazione

All'inizio degli anni Ottanta la SEC si trovava in una fase particolare. Dopo la morte del fondatore Umberto Campagnolo nel 1976, la Società aveva attraversato una fase di rallentamento, ma aveva mantenuto la propria struttura internazionale e la propria vocazione al dialogo tra culture diverse. Nel 1976 la direzione della rivista Comprendre era stata affidata a Norberto Bobbio. Michelle Campagnolo-Bouvier assunse la carica di Segretaria generale del Centro internazionale, che continuava ad avere sede a Venezia.

Dopo la presidenza di Beniamino Segre, divenne presidente della SEC Adriano Buzzati-Traverso che volle rafforzarne la vocazione interdisciplinare. In quanto scienziato di fama internazionale e protagonista della cooperazione scientifica europea e internazionale, anche attraverso la sua esperienza presso l'UNESCO, Buzzati-Traverso fece del dialogo tra culture e della cooperazione internazionale uno dei fondamenti della propria attività.

Seguì la presidenza di Giuseppe Galasso, che mantenne questo ruolo fino al 1988. La presidenza Galasso è particolarmente importante perché coincide con una fase di profondi cambiamenti nell'Europa orientale. Un momento cruciale è l'assemblea generale di Belgrado del 1986, dedicata al tema: “L'Europe de la culture dans le nouveau climat Est-Ouest”. La SEC comincia a interrogarsi sulle trasformazioni del sistema internazionale e sulle nuove prospettive europee che stavano emergendo. Secondo la ricostruzione di Michelle Campagnolo-Bouvier, proprio durante la presidenza Galasso la SEC cercò di mantenere vivo il proprio messaggio originario, adattandolo al nuovo contesto internazionale.

Il 1988: Vincenzo Cappelletti e il nuovo clima europeo

Nel 1988 viene eletto presidente Vincenzo Cappelletti, storico della scienza e studioso dell'interdisciplinarità, che propose una maggiore attenzione ai progetti scientifici transnazionali e parlò della necessità di un intervento europeo a sostegno dell'Europa orientale e di una riflessione sul futuro dell'Europa. La XIX Assemblea generale della SEC si svolse a Bari dal 22 al 25 ottobre 1988, sul tema: L'Europe de la culture dans le nouveau climat Est-Ouest.

La documentazione contemporanea di Le Monde è particolarmente interessante perché mostra come la SEC stesse cercando di interpretare gli effetti delle riforme di Michail Gorbačëv e dell'apertura dell'Europa orientale. All'assemblea parteciparono personalità di cultura provenienti, tra gli altri, da Germania Est, Ungheria, Polonia e Jugoslavia. Allo stesso tempo, l'assemblea evidenziò le contraddizioni del momento: mentre si guardava con speranza alle riforme sovietiche, rimanevano aperte questioni come il muro di Berlino, la situazione polacca e quella cecoslovacca.

Il passaggio agli anni Novanta: la SEC dopo la Guerra fredda

La fine della Guerra fredda rendeva meno immediata la tradizionale funzione di "ponte" tra Europa occidentale ed Europa orientale e la SEC cercò quindi di reinterpretare la “politica della cultura” alla luce del nuovo scenario internazionale. Un documento dell'Archivio Storico dell'Unione Europea conferma che nel febbraio 1990 la SEC organizzò a Mosca, presso il Centro sovietico della Società, l'incontro, intitolato: “L'Europe de la culture: sources communes, développements divergents, nouvelle collaboration”, svoltosi dall'11 al 18 febbraio 1990.

Questo convegno ha rappresentato un momento fondamentale di dialogo collocandosi in un contesto storico straordinario: pochi mesi dopo la caduta del Muro di Berlino (novembre 1989) e nel pieno dell'era della Perestrojka guidata da Michail Gorbačëv, prima del definitivo dissolvimento dell'Unione Sovietica. La nuova realtà europea poneva interrogativi diversi rispetto a quelli che avevano caratterizzato i decenni precedenti. Alla contrapposizione tra due sistemi politici e ideologici si sostituivano processi più complessi, nei quali convivevano aspirazioni all'integrazione e tendenze alla frammentazione e la cultura era chiamata nuovamente a interrogarsi sulla propria capacità di favorire la comprensione reciproca, di contrastare le nuove forme di conflitto e di contribuire alla costruzione di una convivenza europea fondata sul dialogo.

Queste problematiche trovarono una formulazione particolarmente significativa nella XXI Assemblea generale della SEC, svoltasi a Venezia dall'8 al 10 ottobre 1993, dedicata al tema Scissioni, sfaldamenti, nuove aggregazioni e politica della cultura. Il titolo stesso dell'Assemblea rifletteva il nuovo scenario europeo e la SEC continuava così a interrogarsi sul ruolo degli uomini di cultura di fronte ai cambiamenti politici e sociali. La "politica della cultura" assumeva una dimensione nuova: non si trattava più soltanto di creare occasioni di dialogo tra due realtà contrapposte, ma di comprendere le dinamiche che stavano trasformando le società europee e di individuare nuovi strumenti per favorire il confronto, la cooperazione e la comprensione reciproca.

Nel corso degli anni Novanta acquistò inoltre crescente rilievo il rapporto tra cultura e globalizzazione. Di fronte ai processi di globalizzazione, la SEC si interrogava sulla possibilità di preservare la pluralità delle culture senza trasformare le differenze in nuove forme di contrapposizione. Parallelamente, di fronte ai processi di disgregazione, emergeva la necessità di individuare nuovi strumenti di dialogo capaci di rafforzare la convivenza e la cooperazione.

Un momento particolarmente significativo di questa riflessione fu il convegno organizzato dalla SEC a Budapest dal 7 al 9 giugno 1995, dedicato a Les hommes de culture devant les forces de la désagrégation et de la globalisation dans la société d'aujourd'hui. La cultura veniva nuovamente chiamata a svolgere una funzione di mediazione e di comprensione in una realtà profondamente mutata: non più un'Europa divisa in due blocchi, ma un continente attraversato da nuove tensioni, nuove identità e nuovi processi di integrazione. Il cinquantesimo anniversario dell'idea originaria della SEC offrì inoltre l'occasione per una riflessione sul rapporto tra la storia della Società e le sfide del nuovo contesto europeo. Il 25 e 26 ottobre 1996, a Venezia, si svolse l'incontro L'Europe, la culture, la paix. A vingt ans d’un héritage spirituel. A cinquante ans d'une idée: la SEC, 1946. L'iniziativa richiamava direttamente l'origine della Società e l'intuizione di Umberto Campagnolo, proponendo al tempo stesso una riflessione sull'attualità dei suoi principi.

La missione originaria non veniva abbandonata, ma reinterpretata alla luce delle nuove condizioni storiche, nella convinzione che, anche in un mondo sempre più interconnesso e al tempo stesso attraversato da nuove divisioni, il dialogo culturale rimanesse uno strumento essenziale per la comprensione reciproca e per la costruzione della pace.

L'idea di una politica della cultura

Un principio centrale della SEC è la convinzione che la creazione artistica non possa essere separata dal dibattito culturale e sociale ed abbia un valore politico. Gli uomini di cultura hanno la responsabilità di richiamare l'attenzione dei decisori politici e dell'opinione pubblica sulle dimensioni umane e culturali delle grandi sfide che attraversano la società.

Per Umberto Campagnolo, tale responsabilità richiedeva lo sviluppo di una “politica della cultura”: un approccio politico capace di riconoscere la cultura non semplicemente come un settore della vita pubblica, ma come una forza fondamentale nella creazione di valori condivisi e nella costruzione della pace.

Questa idea ha continuato a evolversi all'interno della SEC. In una formulazione successiva, Edgar Morin, altro grande della SEC, ha parlato di una “politica di civiltà”, intesa come un approccio capace di creare e rinnovare i valori sui quali si fondano le società.

La SEC considera quindi il dialogo tra artisti e attori culturali un momento essenziale dell'azione politica volta a salvaguardare e migliorare la condizione umana. Le istituzioni politiche internazionali, nazionali e regionali non possono, da sole, promuovere un autentico dibattito culturale senza il contributo e la mediazione della società civile e di coloro che sono direttamente impegnati nelle questioni della cultura.

Un'istituzione europea con una vocazione internazionale

La lingua ufficiale di lavoro della SEC è il francese. La sua sede internazionale è rimasta a Venezia per oltre sei decenni. Nel corso dei suoi 65 anni di presenza nella città, l'associazione ha avuto sede in diverse sedi storiche:

Palazzo Reale (Procuratie Nuove), Piazza San Marco 52, Venezia - sede della SEC dal 1954 al 1976.
Palazzo Reale (Procuratie Nuove), Piazza San Marco 52, Venezia - sede della SEC dal 1954 al 1976. Foto: Archivio SEC.

Lo Statuto della SEC è stato modificato in diverse occasioni nel corso dei decenni. Tra il 1950 e il 2023 sono state elaborate sedici edizioni dello Statuto, mentre le successive modifiche ne hanno preservato l'ispirazione fondamentale originaria.

Il Consiglio esecutivo e l'Assemblea generale della SEC si riuniscono ogni anno. L'ultima Assemblea generale, svoltasi a Bruxelles nel 2025, è stata dedicata al tema “L'Europa tra geopolitica e identità culturale”.

Un impegno che continua

A più di settant'anni dalla sua fondazione, la SEC continua a perseguire il principio al centro del progetto originario di Umberto Campagnolo: la cultura può creare spazi di dialogo là dove altrimenti prevarrebbero le divisioni politiche.

Dal confronto tra Est e Ovest durante la Guerra fredda alle sfide che oggi riguardano l'Europa e il mondo, la SEC ha cercato di riunire tradizioni intellettuali, artistiche e culturali differenti per affrontare le grandi questioni della società contemporanea.

La sua storia non è quindi soltanto la storia di un'associazione, ma anche quella di una convinzione che continua nel tempo: la cultura è una condizione del dialogo, una fonte di valori condivisi e uno strumento essenziale per la pace.

Nelle parole di Umberto Campagnolo, l'aspirazione della SEC può essere espressa semplicemente così: “una pace che abbia lo stesso valore per tutti”.

L’archivio storico

Grande riconoscimento per l’importanza europea della SEC fu quello ottenuto da Michelle Campagnolo-Bouvier e poi dal segretario generale internazionale Cosima Campagnolo (2011-2023), pur in un momento in cui la SEC non poté riunire regolarmente Consigli e Assemblee come in passato; fu quello di ottenere che l’archivio della società, per la parte storica, venisse accolto dall’Archivio storico dell’Unione Europea con sede a Fiesole - Firenze. L’archivio della SEC, che conta circa 230 m lineari, è interamente custodito e scientificamente messo a disposizione degli studiosi, nella sede prestigiosa di Villa Salviati e, in linea, nel mondo intero.

  1. « Per uomo di cultura si intende il senso più ovvio e tradizionale del latino homo e non vir » Umberto Campagnolo, L’altra politica, a cura di Cosima Campagnolo (Bologna: CLUEB, 2017), 10. ↩
  2. Umberto Campagnolo, Petit dictionnaire pour une politique de la culture (Neuchâtel: À la Baconnière, 1969), 36-37. I passi citati corrispondono a «Comprendre» XIII-XIV (1955), 233, e XXV (1962-63), 99-100. ↩
  3. Statuto della Società Europea di Cultura votato dall’Assemblea Costitutiva riunita a Venezia al Palazzo dei Dogi, dal 28 maggio al 1° giugno 1950, HAEU, SEC-159, 19 ↩
  4. Matteo Campagnolo, "ALPHA PI, GAMMA SIGMA»: IL SIMBOLO DELLA SOCIETÀ EUROPEA DI CULTURA" Comprendre, no. 1 (2009): 228-231 ↩

Documenti storici

I documenti fondativi, in lingua francese, sono consultabili in formato PDF:

Documenti in lingua francese, in formato PDF. Fonte: SEC Francia.

Archivio Assemblee Generali SEC (35 documenti)
  1. Ie Assemblée générale ordinaire - Lettre aux Autorités politiques votée à l'unanimité - Venise - Novembre 1951
  2. IIe Assemblée générale ordinaire - Résolution finale votée à l'unanimité - Venise - Juin 1952
  3. IIIe Assemblée générale ordinaire - Résolution finale votée à l'unanimité - Paris - Septembre 1953
  4. IVe Assemblée générale ordinaire - Texte voté à l'unanimité - Venise - Octobre 1954
  5. Ve Assemblée générale ordinaire - Résolution finale votée à l'unanimité - Bruxelles - Octobre 1955
  6. VIe Assemblée générale ordinaire - Résolution finale votée à l'unanimité - Venise - Octobre 1956
  7. VIIe Assemblée générale ordinaire - Résolution finale votée à l'unanimité - Venise - Août 1958
  8. VIIIe Assemblée générale ordinaire - (Xe anniversaire de la fondation de la Société) - Communiqué final voté à l'unanimité - Rome - Mars 1961
  9. IXe Assemblée générale ordinaire - Venise - Octobre 1963
  10. Xe Assemblée générale ordinaire - Résolution finale votée à l'unanimité - Venise - Octobre 1965
  11. XIe Assemblée générale ordinaire - Communiqué final voté à l'unanimité - Venise - Octobre 1968
  12. XIIe Assemblée générale ordinaire - (XXe anniversaire de la fondation de la Société) - Déclaration - Rome - Octobre 1971
  13. XIIIe Assemblée générale ordinaire - Document final - Venise - Novembre 1976
  14. XIVe Assemblée générale ordinaire - Déclaration finale - Sienne - Octobre 1978
  15. XVe Assemblée générale - Assemblée du trentenaire - Politique de la culture, hier et aujourd'hui - Déclaration finale - Venise - Octobre 1980
  16. XVIe Assemblée générale ordinaire - Le sens de la liberté aujourd'hui - Résolution finale - Bergame - Octobre 1982
  17. XVIIe Assemblée générale ordinaire - L'Europe : réalité d'une utopie - Mantoue et Sirmione - Octobre 1984
  18. XVIIIe Assemblée générale ordinaire - Pluralité des cultures, cohésion des sociétés et civilisation de l'universel - Communiqué et déclaration finale - Belgrade - Octobre 1986
  19. XIXe Assemblée générale ordinaire - L'Europe de la culture dans le nouveau climat Est-Ouest - Document final - Bari - Octobre 1988
  20. XXe Assemblée générale - Assemblée du 40ème Anniversaire - Raison d'État et raison de l'homme à la fin du XX siècle - Padoue - Avril 1991
  21. XXIe Assemblée générale ordinaire - Scissions, clivages, nouvelles agrégations et politique de la culture - Document final - Venise - Octobre 1993
  22. XXIIe Assemblée générale ordinaire - Lettre de Venise - Texte final - Octobre 1995
  23. XXIIIe Assemblée générale ordinaire - Document de Turin - Texte final - Mars 1998
  24. XXIVe Assemblée générale ordinaire - Document du Cinquantenaire - Texte final - Venise et Trévise - Mars 2000
  25. XXVe Assemblée générale ordinaire - La culture et les cultures, en Europe et au-delà - Invitation et texte final - Bucarest - Mai 2003
  26. XXVIe Assemblée générale ordinaire - De l'Union européenne à l'union des Européens - Résumé final - Venise - Mai 2005
  27. XXVIe Assemblée générale ordinaire - Message de San Servolo - Venise - Mai 2005
  28. XXVIIe Assemblée générale ordinaire - Les crises de notre présent et la référence éthique. Appel au dialogue - Pescia - Mai 2007
  29. XXVIIIe Assemblée générale ordinaire - Document d'Innsbruck - Ethique globale, dialogue des cultures, et la perspective européenne - Juin 2009
  30. XXIXe Assemblée générale ordinaire - Résumé - Venise - Octobre 2013
  31. XXXe Assemblée générale ordinaire - L'actualité de l'esprit européen face à la reprise des nationalismes - Venise - Octobre 2015
  32. XXXIe Assemblée générale ordinaire - L'esprit de la démocratie - Pistoia - Florence - Novembre 2017
  33. XXXIIe Assemblée générale ordinaire - Pour une conscience politique de l'Europe de la culture. La S.E.C. entre aujourd'hui, hier et demain» - Florence - Novembre 2021
  34. XXXIIIe Assemblée générale ordinaire - Procès-Verbal - Collodi - Mars 2023
  35. XXXIVe Assemblée générale ordinaire - Procès-Verbal - Bruxelles - Juin 2025
Archivio Consigli Esecutivi SEC (26 documenti)
  1. Conseil exécutif - Déclaration - Paris - Janvier 1957
  2. Conseil exécutif - Motion finale - Budapest - Septembre 1966
  3. Conseil exécutif - Déclaration finale - Malaga - Avril 1967
  4. Conseil exécutif - Communiqué final - Leningrad - Juin 1968
  5. Conseil exécutif - Communiqué - Venise - Mai 1977
  6. Conseil exécutif - Communiqué - Venise - Mai 1978
  7. Conseil exécutif - Communiqué final - Athènes - Novembre 1979
  8. Conseil exécutif - Communiqué et déclaration finale - Venise - Octobre 1983
  9. Conseil exécutif - Communiqué final - Darmstadt - Mai 1984
  10. Conseil exécutif - Communiqué et déclaration finale - Erevan - Novembre 1985
  11. Conseil exécutif - Communiqué - Venise - Mai 1986
  12. Conseil exécutif - Communiqué final - Varsovie et Cracovie - Mai 1987
  13. Conseil exécutif - Communiqué final - Rome - Octobre 1989
  14. Conseil exécutif - Communiqué final - Berlin et Dresde - Juin 1990
  15. Conseil exécutif - Communiqué final - Rome - Juin 1992
  16. Conseil exécutif - Communiqué final - Venise - Octobre 1994
  17. Conseil exécutif - Texte final - Déclaration de Ségovie - Mai 1997
  18. Conseil exécutif - Communiqué final - Gressoney Saint-Jean - Décembre 2001
  19. Conseil exécutif - Communiqué et déclaration finale - Weimar et Iena - Juillet 2004
  20. Conseil exécutif - Communiqué - Pescia - Juin 2016
  21. Conseil exécutif - Résumé - Pistoïa - Novembre 2017
  22. Conseil exécutif - Paris - Décembre 2018
  23. Conseil exécutif - Collodi - Novembre 2019
  24. Conseil exécutif - Procès-Verbal - Florence - Mars 2023
  25. Conseil exécutif - Procès-Verbal - Pescia - Mai 2024
  26. Conseil exécutif - Procès-Verbal - Pescia - Novembre 2024

Approfondimenti sull'archivio storico dell'associazione sono disponibili nella sezione Fondo SEC (Archivi).